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 Il larice di Armando Dal Col

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Luigi510
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MessaggioTitolo: Il larice di Armando Dal Col   Dom 19 Lug 2015 - 19:52

IL LARICE, POTENZA MASCHILE DAL FASCINO FEMMINILE.

Il larice è un albero che in condizioni favorevoli può raggiungere i 35/50 metri di altezza ed è molto longevo. Si dice che nel Trentino Alto Adige ce ne sia uno cresciuto isolato al quale gli sono stati attribuiti più di mille anni di età! Dopo l’abete rosso, è la conifera più diffusa e più importante delle Alpi; la sua caratteristica forma conica e la sua magica veste primaverile verde-mela, e dorata in autunno lo rende immediatamente riconoscibile anche da lontano.
Ho sempre avuto un debole per il larice ed è sicuramente la conifera che amo di più. La veste che il larice assume nel lento fluire delle stagioni mi procura una sensazione piacevole, la stessa sensazione che mi può procurare la ricca fioritura di un Prunus o le foglie sfumate dell’acero.
Il Larice, come Bonsai, è la conifera che si presta ad essere modellata in tutti gli stili, ed inoltre si presta bene anche per ottenere dei graziosi Shohin, o Mame, ossia Bonsai al limite estremo della miniaturizzazione. Ma quali sono le tecniche che ci possono aiutare ad ottenere dei Bonsai di larice senza tanti problemi? Il larice, essendo una pianta d’alta montagna incontra delle difficoltà quando viene coltivato a quote basse, come la Pianura Padana e simili, oppure vicino al mare e, questo, per una semplice ragione: l’escursione termica poco differenziata con la temperatura fra il giorno e la notte durante il periodo estivo.
E’ opinione comune fra gli appassionati di questa essenza che vivono in questi luoghi, di posizionare il larice nella zona più fresca e semi ombreggiata per farlo soffrire meno, ma spesso rimangono delusi per le difficoltà che incontrano nel far vivere bene il loro larice. Anch’io all’inizio pensavo di dovermi comportare così, ma nel corso dei miei lunghi anni d’esperienza con il Bonsai ho capito che la risposta che cercavo me la dava ancora una volta la natura! Infatti, nei luoghi di crescita del larice durante il periodo estivo c’è una forte escursione termica fra il giorno e la notte, e poi ci sono anche dei periodi siccitosi che mettono a dura prova le piantine, specialmente quelle che vivono sugli anfratti rocciosi o nei ghiaioni. Ma nonostante questo, si presentano sani e vigorosi mantenendo però i ciuffetti di aghi molto più compatti e ridotti. Le piante in natura affondano le radici anche se si trovano nei ghiaioni o negli anfratti rocciosi, e perciò non subiscono gli “stress idrici” anche in mancanza di pioggia. Queste condizioni di vita estrema sono più difficili da mantenere con la pianta in vaso, poiché si ha la tendenza di non far mancare l’acqua alle radici, e per questo si cerca di favorire una buona esposizione per avere meno problemi. Io uso un vaso supplementare contenente della ghiaia o della pomice dove appoggiare il Bonsai, questo stratagemma consente alle radici della pianta di rimanere “umide e al fresco”, così difficilmente subiranno il cosiddetto “colpo di secco”. Usai lo stesso metodo anche dopo il mio trasferimento da Belluno a Tarzo, luogo decisamente più favorevole per quanto riguarda la temperatura, ma poco consono per i larici e i faggi. Nella prima estate –dopo il trasferimento-, I larici e i faggi che avevo cercato di sistemarli nei luoghi più “freschi”, avevano sviluppato un fogliame più grande e internodi più lunghi, mentre quelli che non godevano di questo “privilegio” mantenevano un fogliame più ridotto anche se leggermente meno verde.
Vediamo ora un po’ più da vicino quali sono gli interventi da fare nel realizzare dei piacevoli Bonsai: All’inizio della primavera ( ma questo si può fare anche a fine ottobre), si cimano tutti i rami e i rametti laterali delle branche. La potatura dei rametti ha lo scopo di produrre dei Brachiblasti (rami con sviluppo ridotto) compatti per favorire una fine ramificazione. Il larice, infatti, è una conifera molto generosa, poiché se i nuovi germogli si lasciano crescere indisturbati germogliano fino alla fine di settembre. Lo sviluppo dei nuovi germogli avviene generalmente in aprile, per cui quando hanno raggiunto una lunghezza di due/tre centimetri e che siano ancora erbacei, vanno cimati con i polpastrelli delle dita (pollice e indice), lasciando eventualmente intatti o appena spuntati quelli che necessitano di allungarsi per costituire la formazione di una branca, oppure un nuovo ramo. L’intervento con la forbice si fa solo quando il germoglio è ormai lignificato, poiché se si usa la forbice (o le unghie) quando il germoglio è ancora semilegnoso rimarrà un segno nero antiestetico dove si è praticato il taglio. Questa operazione di spuntatura dei germogli va ripetuta più volte nel corso dell’anno, a mano a mano che si rende necessario. Infatti, il larice quando subisce questi piccoli interventi di spuntatura dei germogli, reagisce molto bene, producendo vegetazione arretrata all’interno delle branche. Tutto questo naturalmente si verifica se ha a disposizione un vaso di coltivazione sufficientemente grande con del buon terriccio, concimazioni primaverili e autunnali e, che non subisca degli stress idrici!
Ma per ottenere la fioritura del larice (o del pino silvestre come altre conifere), con la sperata formazione delle pigne come si fa? Quest’operazione non è semplice ed inoltre comporta anche certi rischi. Ed anche qui è SEMPRE la natura che ci svela i suoi segreti: infatti, è risaputo che quando un albero in natura, qualunque sia la sua posizione geografica e ambientale, subisca degli stress causati da eventi naturali o artificiali particolarmente difficili da superare, concentra tutte le sue energie sviluppando un’abbondante fruttificazione per assicurarne la discendenza! (Bifore passed away!)
Ci sono dei limiti, oltre i quali, ci si addentra in un equilibrio perfetto per ottenere i risultati sperati, ma si viaggia sul filo di lama di un rasoio molto affilato!
Per darvi un’idea di quanto è stato detto in questo articolo, vi presento alcune immagini.
Enjoy!

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Foto 1. L’evoluzione di un larice ottenuto con la tecnica della potatura guidata dei germogli.

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Foto 2. Il larice incomincia ad infittire le branche.

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Foto 3. Dopo alcuni anni di interventi mirati, il larice ha creato una ricca ramificazione di brachiblasti ben distribuiti in tutte le branche, tanto da meritarsi una bella cornice.

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Foto 4. Eccolo infine nella veste dorata.

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Foto 5. Tecnica della spuntatura dei germogli, i quali vanno spuntati con i polpastrelli delle dita della mano.

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Foto 6. Quando le tecniche sono eseguite correttamente e con molta attenzione, il larice ci regala una ricca fioritura.

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Foto 7. Primo piano dell’infiorescenza femminile del larice.

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Foto 8. Larice sulla sommità di una pietra luna costruita da me.


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Foto 9. Dalla formazione dell’infiorescenza, si sono formate numerose pigne su molti rami. E’ uno spettacolo che si ripete spesso con i miei larici, solo che si è sempre con il cuore in gola.

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Foto 10. Un’altra immagine di uno dei tanti larici della mia collezione ricco di pigne.

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Foto 11. Larice con abete su lastra battezzato “LA VOCE DEL TUONO”.

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Foto 12. Interessante contenitore ricavato da una grossa pietra raccolta lungo il greto del fiume Piave, scavata con lo scalpello con molta attenzione per crearne una cavità abbastanza profonda.

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Foto 13. Haina ammira la fioritura del ciliegio, mentre nello sfondo si può ammirare un bosco di larici su pietra creato da lei.


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Foto 14. Larice estremamente ridotto carico di pigne su tutti i rami.


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Foto 15. Larice su roccia. Da notare l’affascinante habitat che richiama una scena naturale particolarmente suggestiva.


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Foto 16. Emozionante bosco di larici su lastra di pietra. I teneri germogli primaverili sprigionano una delicata visione.

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Foto 17. Scolaresca in visita. Nell’immagine, si può notare come alcuni Bonsai siano inseriti in un vaso supplementare contenente della pomice. Questo stratagemma aiuta l’albero a rimanere “con i piedi al fresco”, diminuendo così il pericolo di un “colpo di secco”.


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Foto 18. Farrand e Renè, titolari della rivista “BONSAI EUROPE” con il loro collaboratore per l’Italia in visita. Il prossimo anno pubblicheranno uno special su di me quale reportage della visita al mio Giardino Museo Bonsai della Serenità, dopodiché seguiranno dei miei articoli già in loro possesso.

Bonsai Europe
Massimo Soranzio
Redattore dell'edizione italiana
www.bonsaieurope.com
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