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 Creazione di un Bonsai Tanuki denominato "Anaconda"(A.Dal Col)

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Luigi510
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MessaggioTitolo: Creazione di un Bonsai Tanuki denominato "Anaconda"(A.Dal Col)   Dom 19 Lug 2015 - 19:56

Ginepro comune (JUNIPERUS COMMUNIS). Una vita che risorge: L’ “ANACONDA”.

Testo e foto di Armando Dal Col

La realizzazione di un Bonsai Tanuki può apparire poco veritiero in quanto è falso, e il nome stesso lo testimonia in quanto la traduzione del termine giapponese "Tanuki" significa "falsità", o ancora, "Pinocchio", il celebre burattino di Collodi famosissimo in tutto il mondo e ben conosciuto per le sue bugie. Ma, se il Bonsai Tanuki con il trascorrere del tempo diventa "un corpo unico", può essere molto apprezzato.
L’affascinante Ginepro è proiettato dal punto di vista artistico in un Bonsai futurista, grazie alla sua forma astratta.

Una vita che si spegne e un’altra che risorge, potrebbe essere il tema di quest’opera denominata “Anaconda”, il cui supporto per il Ginepro è costituito dalla carcassa di un Pino mugo.
Raccolsi questo Pino mugo al limite estremo della sopravvivenza rischiando la mia vita stessa, poiché la pianta si trovava in una parete scoscesa in alta montagna.
Fui attratto dal suo tortuoso tronco che potei ammirare con il mio binocolo, e così affrontai il percorso con notevole difficoltà e soprattutto con incoscienza.
Raggiunsi la meta e potei ammirare da vicino il Pino mugo con il suo tronco incredibilmente contorto. Con una funicella da valanga mi legai saldamente al mio giro vita ancorandomi al tronco di un Larice che cresceva poco lontano, e così potei lavorare con più sicurezza.
Non fu difficile rimuovere il Pino mugo da quella cengia, poiché era semi-sradicato e con pochissima vegetazione ancora vitale.
Era impensabile caricarmelo sulle spalle, anche per la sua mole, ma soprattutto per il grave rischio che correvo, solo e con un più che probabile ruzzolone che mi avrebbe trascinato giù dal costone roccioso e così, lo feci scivolare davanti a me a poco a poco. Giungemmo giù indenni; feci una pseudo barella con un robusto ramo d’Abete, legai la pianta sopra il ramo e lo trascinai fino alla macchina.
L’attecchimento del mugo mi avrebbe ripagato dei gravi rischi che avevo corso, ma le sue condizioni di vita non erano incoraggianti ed inoltre le poche radici attive avevano subito delle lesioni nel far scivolare la pianta giù per il costone roccioso. In alternativa, avrei utilizzato la struttura del tronco come supporto per un Ginepro comune. Ed infatti, così avvenne.

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Foto 1. Com'era prevedibile, il Pino mugo non ce la fece ad attecchire. Il ceppo è notevole ed anche piuttosto pesante. Il tronco del Pino mugo è messo in evidenza, e già si profila nella mia mente un disegno virtuale.


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Foto 3. Il disegno del modello pensato.

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Foto 4. L’effetto della sabbiatura e del liquido per jin ha creato un effetto davvero molto interessante.


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Foto 5. Il fronte dell’Anaconda.
Questa immagine, dell’ottobre 1995, evidenzia la posizione e il fronte che mi piace di più. Il Ginepro che inserirò dovrà seguire il movimento del lato destro del tronco, creando un triangolo vitale, mentre la parte sinistra dovrà rimanere libera poiché sarà proprio l’inquietante scultura il punto d’interesse del futuro Bonsai.


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Foto 6. L’Anaconda è stata inserita in un pregevole vaso di Tokoname adatto alla struttura del futuro Bonsai.
Dopo aver ben posizionato l’Anaconda nel vaso con delle assicelle di legno, è stato accuratamente inserito un giovane ginepro comune inserendo il tronco nel canale preparato in precedenza. L’immagine è del mese di aprile del 1996.

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Foto 7. Il Ginepro è stato canalizzato in un sistema a spirale per aumentare la drammaticità dell’opera, abbracciando saldamente la struttura del tronco in una ferrea morsa proprio come farebbe l’anaconda.
Una vita si era spenta, ma ne è risorta un’altra incredibilmente lussureggiante.
L’immagine è sicuramente di un Bonsai astratto, o meglio futurista, ma nel contempo richiama la forza del Pino mugo quando aveva superato le più ostili forze della natura, abbarbicato com’era sulla nuda roccia delle alte vette.
E ad ogni primavera con il primo tepore, dalle sue forti “braccia ignude” si rinnovava un ostinato rimpianto di vita.
E adesso che è autunno, infinitamente minore, scorre un nuovo e affascinante palpito di vita grazie alla “donazione” di un organo vitale come accade nei trapianti umani.

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Foto 9. La storia del Ginepro Anaconda pubblicato nel 2006 sulla rivista Bonsai Europe

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Foto 10. Una sequenza fotografica in una pagina della rivista.

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Foto 11. L’Autore con la struttura dell’Anaconda sulla rivista giapponese “BONSAI SHUNJU” del mese di giugno del 1997.
Rivista a diffusione mondiale della Nippon Bonsai Association, l’Associazione ufficiale del Giappone.
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