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 Guida al rinvaso

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Luigi510
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MessaggioTitolo: Guida al rinvaso   Dom 19 Lug 2015 - 19:43

Rinvaso
Il rinvaso è una operazione che facciamo periodicamente a tutte le piante in vaso bonsai compresi. Va fatto con la pianta in piena salute dato che questa operazione crea sempre dello stress alla pianta e quindi deve essere in forze per poterla superare con tranquillità.

Quando si rinvasa
I periodi ottimali sono genericamente primavera e autunno anche se prediligo e consiglio sempre la prima dato che da me gli inverni sono molto rigidi anticipo a settembre l’operazione in modo di dare alla pianta il tempo di adattarsi al nuovo terreno prima dell’arrivo del vero freddo.

Perché
Generalmente i motivi principali sono:
1     Il terreno è troppo compatto (argilloso) come quello dei bonsai commerciali di importazione. Questo tipo di terreno è valido solo per consentire alla pianta di sopportare il notevole stress del viaggio che avviene in containers frigoriferi e via nave quindi la sua capacità ottima di trattenere l’umidità diventa un difetto quando questo si asciuga dato che compattandosi diventa quasi idrorepellente, avrete notato che l’acqua scivola sul terreno senza penetrarci.
2 Con la crescita delle radici la pianta tende a sollevarsi o per meglio dire è il pane di terra che si alza e i capillari saranno talmente cresciuti da creare un vero e proprio blocco, tanto da arrivare ad inglobare le retine di drenaggio.
3 Deperimento del terreno, certe terre inizialmente granulose con il tempo i grani si sfaldano diventando polverosi e così i residui vanno a compattarsi creando dei blocchi che daranno gli stessi problemi di annaffiatura del punto 1. Questo è il motivo per cui si invita sempre a lavare la pomice ed il lapillo o a setacciare l’akadama eliminando tutte le polveri createsi nel sacco.
4 Cattivo drenaggio, cioè non vedete uscire l’acqua dai fori nel fondo del vaso.

Lo svaso:
Da questo momento fate in modo di essere all’ombra e riparati dal vento questo per evitare che le radici asciughino in fretta, casomai di tanto in tanto bagnate con dello stimolante o della semplice acqua, queste precauzione sono fondamentali per la riuscita del vostro travaso. Sappiate che i capillari sono la parte più importante per la sopravvivenza della vostra pianta e che un po’ di sole o vento li farebbero seccare in pochi minuti
Prendete un coltello non tagliente, quelli da ristorante vanno benissimo, e separate la terra dal bordo del vaso, fatto questo la pianta dovrebbe uscire con facilità, se avete delle difficoltà inserite un bastoncino non appuntito all’interno del foro di drenaggio sotto il vaso e spingete verso l’esterno la pianta.

Pulizia delle radici:
Usando un bastoncino, tipo bacchette da riso; cercate di eliminare la terra dai lati del pane e sotto, fate attenzione a districare per bene le radici, per meglio dire, fate conto che siete dal parrucchiere, nelle piante da vivaio spessissimo vi capiterà una massa tale di radici che vi renderà questa operazione molto lunga e faticosa. A seconda del motivo del vostro rinvaso e dell’essenza tagliate una parte delle radici esterne, praticamente la pianta dovrebbe poter rientrare nello stesso vaso senza che le radici girino al suo interno, consiglio di lasciare 1cm libero per la sola terra nelle pareti del vaso. Nel selezionare le radici cercate di districarle per bene, stenderle a raggiera e accorciatele tutte nella misura che vi serve relativamente al futuro vaso, tagliate quelle che sono grosse lasciando solo qualche capillare a monte del taglio affinché la pianta abbia moltissimi capillari e pochissime radici grosse. L’ottimale sarebbe che fossero grosse solo nella zona in vista cioè il piede della pianta (nebari ) e che subito sotto la terra si dividessero in tanti capillari. Ricordate di bagnare le redici di tanto in tanto con uno spruzzino.
Considerate sempre che pianta state lavorando, resinose e conifere come il carpino nero sono molto pigre e delicate nell’apparato radicale quindi tagliate solo quando avete molti capillari a disposizione

Il vaso
Nel bonsai contrariamente alla coltivazione comune si cerca ogni volta di usare un vaso più piccolo ma questo riguarda solo gli esemplari già formati e  con anni di coltivazione quindi per quelli in fase di sviluppo consiglio vasi piuttosto grandi ma bassi questo per evitare lo sviluppo verso il basso delle radici. La scelta del vaso oltre ai motivi elencati richiederebbe un articolo a parte.

Dobbiamo controllare che il nostro vaso abbia dei fori adatti, spesso sono pochi o piccoli quindi sarebbe opportuno allargarli o farne altri affinché possa circolare molta aria e l’acqua in eccesso defluisca facilmente dai fori. Consiglio sempre per le piante ancora da impostare quelle ciotole in plastica e rotonde che permettono di fare comodamente fori nuovi o di allargare quelli presenti, inoltre non avendo spigoli facilitano l’osservazione e lo studio della pianta senza che gli spigoli di un comune vaso disturbino la vostra visione. Solo quando avrete deciso il fronte e l’inclinazione potrete passare al vaso con spigoli.
Fissate molto bene le retine per il drenaggio sui fori, ci sono vari sistemi come fare degli occhielli con del filo per legature o creando delle forcine da far passare nella retina e stringendo le estremità del filo alle pareti del fondo del vaso. La non deve avere delle maglie troppo strette, potete regolarvi anche in base alla granulometria della terra che usate. Fate un fondo drenante con pomice o lapillo o altri materiali simili, se usate akadama non servirà fare il fondo grazie alla sua granulometria  sempre che ne abbiate eliminate la polvere in eccesso con un setaccio. Ora aggiungete uno strato di terra creando un piccola collinetta nel punto in cui appoggerete il nefari, con del filo  cercate di ancorare la pianta al vaso in modo che sia perfettamente ferma, potete passare dei fili attraverso i fori e agganciare la pianta o al tronco o alla partenza di qualche solida radice. Fatto questo aggiungete altra terra e aiutandovi con una bacchetta spingete le terra all’interno i modo che questa arrivi anche sotto il tronco o in quei vuoti tra le radici che sono così difficili da riempire. Non limitatevi a queste zone ma fatelo per tutto il vaso, vi accorgerete di aver fatto un buon lavoro quando la bacchetta avrà più resistenza nell’entrare.
Bagnate abbondantemente a pioggia ma delicatamente aggiungendo all’acqua un prodotto stimolante antistress del tipo 66F, Sprintene, Sinergon, sono prodotti a base di vitamine del gruppo B. Ce ne sono altri in commercio ma io ho usato questi e li posso garantire, anche sbagliando dose non fanno danni.

Dopo il rinvaso:
Mettete la pianta in penombra e al riparo dal gelo e dal vento per almeno 20 giorni, non concimate prima di un mese, ritardate e limitate la prima defogliazione dato che l’allungamento della vegetazione corrisponde alla stessa cosa nelle radici.

Considerazioni
Tenete sempre presente che alcuni elementi del terreno come la sabbia o ghiaino di frantoio nella misura da 1 a 4 mm, evitate quelli più sottili, se spigolosi facilitano la crescita di nuovi capillari in quanto quando questi incontrano uno spigolo tendono a biforcarsi a diversamente, incontrando un sasso o granello tondo gli girano intorno biforcarsi .
Il tipo di essenza che andate a travasare e il terreno che le servirà
Non travasare mai piante in crisi
Tagliate le radici solo quando queste sono in eccesso o troppo lunghe badando sempre di non rimanere senza capillari e considerando sempre che pianta avete in mano
Nelle conifere spesso troverete una polverina o patina bianca attaccata alle radici, mettetela da parte, sono funghi che vivono in simbiosi con la pianta e della massima utilità e che riporrete il più vicino possibile alle radici appena prima di aggiungere altre terra.

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Questo è il risultato di un buon rinvaso con il giusto terriccio per la stimolazione dei capillari.
Per la cronaca si tratta di un tiglio
Ciao a tutti

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